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Segnala un luogo

Ogni progetto comincia da qualcuno che passa davanti a un posto tutti i giorni e sa che cosa non va. Una segnalazione è quel momento, messo per iscritto: è la materia prima, non un reclamo.

Modulo in preparazione, attivo a breve. Qui sotto ci sono i criteri con cui una segnalazione viene valutata, che cosa serve per valutarla e i luoghi già segnalati.

Che cosa possiamo prendere in carico

Otto condizioni, tutte necessarie. Sono pubbliche perché una selezione che non dichiara i propri criteri non è difendibile da nessuno — né da chi la fa né da chi la subisce.

  1. Un luogo con un confine

    Un’area che si possa disegnare su una mappa. «Il quartiere in generale» non è un luogo su cui si possa dire, alla fine, se qualcosa è cambiato.

  2. Un problema documentato

    Fotografie con la loro data, una descrizione, e almeno un dato osservabile sullo stato di partenza: quante panchine rotte, quanti metri quadri, da quanti mesi.

  3. Qualcuno del posto

    Più segnalazioni indipendenti, un gruppo o un’associazione disponibile, o un contatto in Comune. Nessun progetto parte dove non c’è nessuno che ci vive.

  4. Un obiettivo verificabile

    Deve essere possibile dire, alla fine, se è stato raggiunto. Un obiettivo che non si può smentire non si può nemmeno dimostrare.

  5. Autorizzazioni ottenibili

    Proprietà dell’area identificata ed ente competente individuato. Su area privata serve il consenso scritto del proprietario, senza eccezioni.

  6. Un budget stimabile

    Entro un margine dichiarato. Non serve sapere la cifra esatta, serve poterla stimare senza inventarla.

  7. Sicurezza gestibile

    Niente che richieda competenze o abilitazioni che la Fondazione non ha: rifiuti pericolosi, amianto, lavori in quota, corsi d’acqua a rischio.

  8. Qualcuno dopo di noi

    Deve essere chiaro chi si prende cura del luogo quando l’intervento è finito — oppure il progetto deve dichiarare che il risultato è temporaneo.

Che cosa non possiamo prendere

Sono esclusioni, non priorità basse: un luogo che rientra qui riceve comunque una risposta, e la risposta è no.

  • Ciò di cui un ente pubblico si sta già occupando

    Sostituirci a un servizio che sta funzionando non migliora il luogo: sposta solo chi paga.

  • Luoghi oggetto di contenzioso

    Finché una controversia è aperta, qualunque intervento diventa parte della controversia.

  • Richieste con finalità politica, commerciale o promozionale

    Compresi gli interventi pensati per fare da sfondo a qualcos’altro.

  • Manutenzioni che spettano a un privato

    Un obbligo di manutenzione non diventa una donazione perché qualcuno smette di assolverlo.

  • Luoghi senza nessun interlocutore locale

    È il criterio 3 visto dall’altra parte, ed è quello che ferma più segnalazioni di tutti gli altri messi insieme.